Venerdi` politico importante ieri primo giugno, la terza e la quarta economia europea hanno un nuovo Governo, del giuramento del Governo di Giuseppe Conte penso che tantissimi hanno gia’ detto e scritto tutto, voglio focalizzarmi quindi principalmente sulla caduta di Mariano Rajoy.
La mozione di censura e’ presente solo in alcune costituzioni europee, ieri a Madrid si e’ vissuta una giornata importante dalle consequenze ancora difficili da comprendere. Saluto con piacere Mariano Rajoy in questi 5 anni di emigrazione spagnola (che racconto nella rubrica Alternativa Tenerife proprio su Proiezionidiborsa.it) ho sempre apprezzato per il suo stile e i risultati ottenuti dai suoi due Governi post esperienza socialista di Jose Luis Zapatero.
L’ultimo miracolo del Governo Rajoy, un +4,6% di arrivo di turisti in Spagna nei primi 4 mesi del 2018 a migliorare il record storico del 2017, con 20,5 milioni di turisti da tutto il mondo a visitare un Paese pulito, organizato e con una sicurezza buona garantita dalla Policia Nacional e dalla Guardi Civil, che garantisco ancora sono molto rispettate dai cittadini spagnoli.
Che dire della crescita economica spagnola vicino al 3% degli ultimi 4 anni con prospettive a rialzo recentemente riviste dal Fmi anche per il 2019, con una costante discesa del PARO e una ripresa importante del mercato immobiliare spagnolo in quasi tutte le Comunidades, in particolar modo alle Baleari (tantissimi acquisti di tedeschi), alle Canarie (dove gli italiani sono stati in 3 anni la prima nazionalita’ acquirente) e nella Catalogna dove iniziano a pesare pero’ gli effetti del CATALEXIT!
Allora come si spiega allora questa staffetta alla Moncloa?
Principalmente il peso delle pesanti sentenze sulla corruzione della “cupula” del vecchio PP del Governo Aznar, di cui comunque Mariano Rajoy teneva comunque un ruolo importante e dalle parole “screditanti” sulla sua testimonianza presenti, nella recente sentenza Gurten.
Giornalmente vedo i Tg spagnoli e vi posso assicurare che le parole di Gesu’ “chi e’ senza peccato scagli la prima pietra” valgono per tutti i Partiti spagnoli: catalani, indipendentisti, socialista (caso Andalucia con circa un miliardo di fondi europei gestiti in maniera “altamente clientelare”) e lo stesso PNV (indipendentisti baschi), che in una settimana si sono comportati come Giuda, approvando prima los Presupuestos (finanziaria) per poi votare in maniera decisiva la mozione di censura!
Altra cosa che ha pesato in questa ardita operazione politica che ha sfilato la Moncloa e il potere a Mariano Rajoy e’ il pessimo rapporto personale tra i due leader, Pedro sanchez un giorno defini’ “indegno” il vecchio Premier, che ultimamente pero’ avevano trovato una visione comune proprio sulla Crisi catalana e sulla rigida ortodossa applicazione dell’Art.155.
Il fronte catalano e’ quello che effetivamente piu’ preoccupa gli spagnoli, il mantenimento dell’unita’ di Spagna era un punto sul quale il Governo Rajoy era stato duro e intrasigente, ieri Pedro Sanchez ha iniziato a parlare di un maggior dialogo con el President Torra. Vedremo nelle prossime settimane se il dialogo potra’ finalmente partire o la tattica intransigente degli indipendentisti continuera’ contro un esecutivo spagnolo con una maggioranza risicata, appoggiata proprio dagli indipendentisti catalani stessi!
Altro punto interrogativo e’ la relazione tra PESOE e PODEMOS, le politiche e gli atteggiamenti di Pablo Iglesias quanto peseranno nei prossimi mesi sul Governo di Pedro Sanchez?
Si parlera’ dopo i mondiali di calcio e le vacanze estive di patrimoniali per i ricchi spagnoli e maggiori tasse alle banche per finanziare politiche sociali piu’ egualitarie?
Pensate che lo stesso Nicolas Maduro, recentemente rieletto Presidente del Venezuela, acerrimo nemico di Rajoy assieme a Puidgemont, ha speso parole di Giubilo per il cambio alla Moncloa. Rammento che il regime Chavista fu uno dei primi finanziatori di PODEMOS, vorranno oggi qualcosa in cambio come gli indipendentisti catalani decisivi ieri assieme al PNV per far cadere Mariano Rajoy?
Nei prossimi mesi vedremo quanto l’ambizione e il carattere di Pedro Sanchez potranno bilanciare una scarsissima maggioranza in Parlamento, gli va riconosciuta comunque una grande capacita’ politica.
In due anni e’ passato dalle dimissioni da deputato e da leader del PESOE, defenestrato dagli stessi compagni nei giorni dell’astensione socialista che fece rieleggere Mariano Rajoy presidente, alla vittoria nelle successive primarie socaliste e a diventare il primo Premier spagnolo a vincere una mozione di censura, senza peraltro possedere neanche il seggio in Parlamento!
I mercati “commenteranno” come sempre fanno le sue politiche sino alle prossime elezioni del 2020, pero’ bisogna “dare a Cesare quel che e’ di Cesare”, al “giovane” politico madrileño classe 1972, il carattere e l’astuzia politica non mancano…
Dott. Riccardo Barbuti
Alternativa Tenerife