Il FTSEMib chiude con +0,10% a 39.098,86 punti. Il FTSE Italia All Share guadagna lo 0,07% a 41.357,65 punti, mentre il FTSE Italia Mid Cap perde lo 0,39% a 50.746,15 punti. Bene il FTSE Italia Star che registra un aumento dello 0,18% a 44.608,29 punti.
Lo spread BTP-BUND è salito a 111 punti (+0,45%). Tutti in rosso i titoli europei:
- DAX: -0,77% a 22.663,78 punti;
- FTSE100: -0,27% a 8.666,12 punti;
- CAC 40: -0,51% a 7.990,11 punti.
Spicca il rally di Telecom Italia TIM, che ha chiuso con un rialzo del 4,69% a 0,3145 euro. Continua il trend negativo per i titoli del settore bancario: BancoBPM (-0,22% a 9,788 euro), Banco Santander (-0,78% a 6,467 euro), Unicredit (-0,85% a 54,55 euro) e Monte dei Paschi di Siena (-0,57% a 7,702 euro).
Stellantis perde il 4,23%: le preoccupazioni per l’intero settore auto europeo
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Come anticipato, la seduta odierna è incentrata sul crollo del settore automobilistico. La peggiore della giornata risulta Stellantis, costretta a fare i conti con una perdita del 4,23% a 10,912 euro. Secondo gli analisti, rientrerebbe tra le realtà maggiormente penalizzate dalla politica economica di Trump, vista la mole di produzione estera e di beni esportati. Al momento, non è possibile fare previsioni accurate sulla crisi dell’industria auto europea, ma è probabile che le preoccupazioni rimarranno per l’intero anno e per quello prossimo.
Wall Street ancora in rosso: le mosse di Trump non minacciano solo l’Europa
I principali indici azionari statunitensi registravano nuovamente andamenti negativi. Alle 17:35, il Dow Jones perdeva lo 0,21% a 42.366,33 punti, mentre l’S&P500 registrava -0,12% a 5.706,83 punti. Dopo il tonfo di ieri, il Nasdaq mostrava brevi segnali di recupero, pur rimanendo in territorio negativo, con -0,18% a 17.872,32 punti.
La crisi del settore automotive si riflette anche sui mercati statunitensi. I picchi al ribasso più marcati risultavano quelli di General Motors (-6,58% a 47,60 dollari) e Ford Motor (-1,99% a 10,10 dollari), poiché le due aziende hanno diversi stabilimenti in Messico. Le conseguenze dell’annuncio dei dazi, dunque, sono destinate ad avere un impatto preoccupante anche sul mercato automobilistico americano, in netto contrasto con lo scopo primario per il quale sono stati pensati dal Presidente Trump.
Bene tutti i titoli cinesi, che registrano un incremento intorno allo 0,50%, mentre il Nikkei 225 cala dello 0,60% a 37.799,97 punti.