‘Niente sarà più come prima’, la tempesta perfetta sui Mercati è già in atto

'Niente sarà più come prima', la tempesta perfetta sui Mercati è già in atto

Gli Stati Uniti stanno rimpatriando l’Oro dalla Svizzera mentre si teme l’audit a Fort Knox; Dazi, geoeconomia e debito europeo per il riarmo; recessione alle porte Usa, calo del dollaro, Fed e Bce in crisi sui tassi; bolle dell’immobiliare e dell’IA pronte a scoppiare; serve altro per capire che siamo di fronte al potenziale, pericolosissimo, declino del sistema finanziario occidentale? C’è chi pensa che sia solo questione di (poco) tempo.

Cominciano a fare molto rumore le voci, sempre più insistenti, che ci sia qualcosa che non va nei Mercati globali, e che si stia tentando di rimandare l’inevitabile. Partendo dalla “corsa all’oro”, c’è da dire che i movimenti di lingotti fisici verso gli stati Uniti ma anche altri di Paesi del mondo non è propriamente un buon segno.

Cosa sta succedendo all’Oro? Ma soprattutto, esiste davvero nella quantità dichiarata dagli States?

Cosa sta succedendo all'Oro

Negli ultimi mesi, ingenti acquisti d’oro sono stati effettuati dalla Banca centrale dell’Uzbekistan, dalla People’s Bank of China (PBoC), dalla Banca nazionale del Kazakistan (NBK), dalla Banca nazionale di Polonia, dalla Reserve Bank of India, dalla Banca nazionale ceca e dalla Banca centrale del Qatar. (Fonte: report di Marissa Salim – Responsabile della ricerca senior, APAC – Consiglio mondiale dell’oro).

Secondo Josh Phair, un produttore e distributore di prodotti in metallo prezioso con sede negli Stati Uniti, ciò si sta verificando per il timore dei dazi e perché le banche stanno fiutando i rischi, dunque si attivano per schivarli. Ma non solo: sempre Phair ha ricordato che “stiamo mettendo fine al mondo della globalizzazione. Ora si dice: Dobbiamo essere autosufficienti, dobbiamo trovare nuove partnership. Per lo stesso motivo per cui da un paio d’anni la Cina sta ritirando e acquistando metallo dall’Europa”. 

L’audit a Fort Knox, annunciato e voluto da Trump e Musk, ancora non si è verificato e il sentiment comune è che qualcuno “dietro le quinte” stia prendendo tempo.

Contestualmente, le politiche di Trump e i recenti inviti alla Fed, potrebbero indicare una volontà ben precisa: far crollare deliberatamente il Mercato, così da costringere ad un taglio dei tassi per rifinanziare il debito a un prezzo inferiore. Dunque, non per aiutare la crescita. “Con tassi alti la gente non può prendere denaro in prestito” ha dichiarato il Presidente, mentre Elon Musk avrebbe affermato “Ritengo essenziale ridurre le spese federali: senza tagli gli Stati Uniti andranno in bancarotta”.

Debito e inflazione strangolano l’Europa

Debito e inflazione strangolano l'Europa

Volendo andare a individuare una “fase 1” e una “fase 2”, possiamo analizzare alcuni eventi che hanno portato l’Europa a una crescita pari a quasi zero. In primis, le politiche di Biden sull’energia a seguito della guerra in Ucraina e l‘UE che ha voluto fortemente l’indipendenza dal gas russo hanno fatto schizzare i prezzi. L’inflazione è salita alle stelle e le Banche Centrali hanno alzato i tassi per riportarla al valore neutro, il 2%. Ma il prezzo (caro e amaro) l’hanno pagato e lo stanno pagando ancora cittadini e imprese.

Successivamente, l’idea di un debito comune per riarmare l’Europa, in nome di un’emergenza militare. Si aprono le porte a sconfinamenti del deficit, a prestiti milionari, alla banca della guerra e (forse soprattutto) al “rastrellamento” dei risparmi privati per finanziare il riamo.

La sensazione è che si stia ripetendo un pericolosissimo copione: l’utilizzo delle emergenze per coprire i fallimenti finanziari, diventati una serie di bolle pronte a scoppiare. Le emergenze (pandemica, climatica, energetica e infine russa) hanno innescato grandissimi movimenti finanziari volti a tenere in piedi un sistema che potrebbe implodere su se stesso. Non importa che queste emergenze esistano o meno, ciò che importa alla finanza speculativa è che assicurino linfa vitale a chi detiene i poteri. Si tratta di un sistema, che, come possiamo ben immaginare, va sempre a discapito delle vere necessità dei cittadini, chiamati ogni volta a versare “lacrime e sangue” a causa di un “problema inevitabile”, un’emergenza appunto che toglie ogni speranza di investire risorse per migliorare la società e la crescita, in un loop che però potrebbe tristemente incepparsi, anche in tempi relativamente brevi.

Le soluzioni ci sono, ma…

Impossibile non chiedersi come mai l’Europa non abbia ideato il sistema draghiano del “debito comune” per facilitare gli investimenti degli Stati verso le reali necessità. Anche il risparmio privato potrebbe essere utilizzato per riportare linfa vitale al benessere comune, invece che per alimentare il mercato della guerra.

Con volontà politica, si sarebbe potuto e si potrebbe ancora iniettare le risorse per migliorare il sistema sanitario (ormai al collasso almeno qui in Italia); costruire o ri-costruire infrastrutture indispensabili; creare un piano energetico a tutela cittadini e imprese; proteggere l’agricoltura e industria; smettere di privatizzare qualsiasi società che fornisce servizi essenziali. Cos’altro serve per capire che il sistema non è attuato per il bene comune, ma che non può più reggersi in questo modo all’infinito? Ai posteri l’ardua sentenza.