OpenAI ha ottenuto un finanziamento da 40 miliardi di dollari ed è diventata la seconda azienda più valutata al mondo, con una stima complessiva di 300 miliardi di dollari. L’investimento è gestito quasi interamente dalla holding giapponese Softbank.
In base agli accordi, i soldi arriveranno in due rate: una da 10 miliardi entro metà aprile e l’altra da 30 miliardi entro dicembre. C’è, tuttavia, una condizione essenziale per ricevere la seconda quota del finanziamento, perché OpenAI dovrà impegnarsi nella trasformazione da ente no profit a società a scopro di lucro. Nel caso in cui il cambiamento non avvenisse, il prezzo dell’operazione si ridurrebbe di 10 miliardi di dollari.
Investimento record per OpenAI: la società è pronta alla quotazione in Borsa?
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Oltre a SoftBank, investiranno in OpenAI altre importantissime società, come Microsoft, Coatue, Thrive e Altimeter, per un totale di 10 miliardi di dollari. Ma per cosa verranno impiegati i finanziamenti? L’azienda ha comunicato che si impegnerà per incrementare gli strumenti di ricerca sull’Intelligenza Artificiale, aumentare l’infrastruttura computazionale e migliorare il funzionamento dei server.

Investimento record per OpenAI: la società è pronta alla quotazione in Borsa? [foto @Jartee/Shutterstock.com, solo uso editoriale]
Secondo gli analisti, OpenAI potrebbe pensare a una futura quotazione in Borsa, visto che il mercato dell’Intelligenza Artificiale è in fermento e si appresta a superare i mille miliardi di dollari di fatturato nei prossimi 10 anni, anche grazie agli investimenti che stanno facendo realtà molto note, come Google, Amazon e Perplexity, per introdurre agenti AI sempre più sofisticati.
OpenaAI down a causa della “Ghibli mania”? Tutta la verità dietro al fenomeno del momento
Nell’ultima settimana si è assistito alla diffusione massiccia di immagini generate dall’AI che si ispirano ai disegni in stile cartone animato giapponese del regista Hayao Miyazaki. L’elevata richiesta da parte di migliaia di utenti ai server di ChatGPT ha determinato il down del sistema.
La vicenda è iniziata in seguito all’introduzione del nuovo generatore di immagini basato su GPT-4o. Gli utenti hanno scoperto che era in grado di ricreare foto in stile “Studio Ghibli”, la casa di animazione di cui Hayao Miyazaki è co-fondatore, e hanno iniziato a chiedere la produzione di immagini e meme che sono diventati virali.
Questo fenomeno, tuttavia, non ha generato soltanto il blocco di OpenAI, ma ha sollevato una serie di problemi legati al copyright, di cui si dovrà rispondere. La società è al centro di una serie di controversie legali a causa delle modalità in cui addestra i modelli proposti. Il co-fondatore Samuel Harris Altman ha dichiarato che l’Intelligenza Artificiale distingue tra artisti individuali e studi di animazione e rifiuta le richieste che coinvolgono lo stile di un artista vivente. Miyazaki, però, è ancora in vita, ma le immagini che si rifanno al suo stile sono state lo stesso generate finora.
Non c’è dubbio che la vicenda sia molto complessa. Josh Weigensberg, avvocato esperto in proprietà intellettuale, ha sottolineato che bisognerebbe capire se ci sia stata l’eventuale adozione, da parte di OpenAI, delle immagini dello Studio Ghibli per addestrare il suo modello e, soprattutto, se abbia la licenza per farlo.
Nelle ultime ore, per far fronte all’ondata di critiche e dubbi, il sistema di AI ha introdotto delle restrizioni e molti utenti che hanno richiesto di generare la propria immagine in stile Ghibli si sono visti rifiutare l’istanza. Questo cambiamento potrebbe essere il segnale di un tentativo da parte di OpenAI di scongiurare altri problemi legali.