G20 straordinario a Roma per tendere la mano all’Afghanistan ma Biden fa da sé

Roma

Si è aperto oggi a Roma il G20 straordinario sull’Afghanistan, organizzato nell’ambito della presidenza italiana. Si tiene in modalità virtuale e ha l’obiettivo di stabilire le linee d’azione per un impegno comune ampiamente condiviso.

L’obiettivo primario, fortemente voluto dalla Farnesina, è quello di aiutare la nazione asiatica piegata dal nuovo regime talebano. Ma dietro le quinte sarebbe opportuno vincolare vari Paesi a una linea unica comune, perché alcuni stanno dialogando direttamente con Kabul in modo diretto o sotterraneo. Vediamo quali sono i temi chiave di questo vertice con la Redazione Attualità di ProiezionidiBorsa.

Ursula mette in palio un miliardo di euro

La Commissione europea annuncia la messa la dotazione di un miliardo di euro in aiuti alla popolazione afghana. “Dobbiamo evitare il collasso umanitario e socio-economico in Afghanistan “, ha detto la presidente Ursula von der Leyen. Centinaia di migliaia di afghani rischiano la vita con l’inverno in arrivo. “Siamo stati chiari sulle nostre condizioni con le autorità, compreso il rispetto dei diritti umani”, ha spiegato. “Questo è il motivo per cui il pacchetto di sostegno è per il popolo afghano e per i Paesi limitrofi che hanno fornito aiuti”, ha sottolineato

La riunione dei leader si svolge in videoconferenza. La gran parte dei Paesi partecipa con capi di Stato e di governo. La Cina è rappresentata dal ministro degli Esteri Wang Yi. Assente invece la Russia: il presidente Vladimir Putin ha altri impegni per la giornata. Non c’è neppure il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, poiché in viaggio. Gli organizzatori sono stati avvertiti per tempo. Ma le ragioni di queste ‘assenze eccellenti’ stanno dall’altra parte del mondo.

Tra i grandi assenti ci sono il russo Putin e il cinese Xi Jinping

G20 straordinario a Roma per tendere la mano all’Afghanistan ma Biden fa da sé. Come già visto in ambito militare con l’alleanza Aukus, il presidente USA Joe Biden ha preso il vizio di fare per conto suo delle ‘sorprese’ alla comunità internazionale. Perciò ha giocato d’anticipo su questo G20 a Roma. È entrato a gamba tesa: convocando colloqui diretti coi talebani – molto tesi e molto franchi – tra le calde dune del Qatar.

Il confronto diretto tra delegati degli Stati Uniti e la formazione islamista è stato molto proficuo per Biden. E ha ovviamente appannato l’importanza di questo G20, convocato tra mille difficoltà dal nostro premier Mario Draghi col ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Biden, in sostanza, viene oggi a ripetere quanto già diffuso alle agenzie di stampa nelle ultime ore. Dunque, Putin e Jinping hanno avuto di meglio da fare.

La ‘sorpresa araba’ di Joe

Il dipartimento USA sottolinea che la sua delegazione si è concentrata sulle preoccupazioni “in materia di sicurezza e terrorismo e sul passaggio sicuro per i cittadini statunitensi, altri stranieri e i nostri partner afghani. Nonché sui diritti umani, compreso il ruolo delle donne e ragazze alla società afghana”. Insomma, hanno preceduto il G20 su tutto. Le parti avrebbero discusso della fornitura da parte degli USA di una solida assistenza umanitaria, direttamente al popolo afghano.

L’Afghanistan non può rifiutare niente da nessuno, l’inverno è in arrivo e il Paese è sull’orlo di un disastro economico. Gli USA hanno evitato di legare gli aiuti al riconoscimento politico del governo afghano. “Sono state discusse questioni politiche” e la “piena applicazione degli accordi di Doha”, hanno dichiarato per conto loro i talebani. Di fronte alle schiaccianti difficoltà economiche, hanno usato il buon senso. Hanno ammesso che “l’assistenza umanitaria non deve essere legata a questioni politiche”.

Erdogan si propone come grande mediatore islamico

Tra i primi a parlare il presidente Recep Tayyip Erdogan. “La Turchia non può permettersi un nuovo flusso di migranti dall’Afghanistan, ne sarebbero colpiti anche i Paesi europei”. Egli ha anche proposto di formare un gruppo di lavoro sulla migrazione presieduto da Ankara nell’ambito della prossima presidenza indonesiana (e islamica) del G20. “La migrazione è un problema globale”, ha detto Erdogan “i talebani devono trovare la direzione giusta e formare un governo inclusivo”. Sulla crisi afghana è tornato ieri il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, secondo il quale “il ritorno dei talebani è una tragedia per il popolo afghano”. “La crisi in Afghanistan non cambia la necessità per l’Europa e il Nord America di stare insieme nella NATO”, ha sottolineato ancora Stoltenberg.

G20 straordinario a Roma per tendere la mano all’Afghanistan ma Biden fa da sé

Il sostegno umanitario, la lotta al terrorismo e la garanzia della libertà di movimento sono al centro delle priorità degli interlocutori internazionali riuniti oggi a Roma. Senza un accordo su questo punto, l’Afghanistan resterebbe come un gigantesco buco nero nel cuore dell’Asia, fra l’altro ricchissimo di materie prime veramente importanti per tutti quanti. Anche dall’Italia, che ha accolto 5.000 profughi, non arriverà un riconoscimento formale al regime. Per quanto riguarda la lotta al terrorismo non si dovrebbe andare oltre ad un generico appello a non finanziare né dare ospitalità a gruppi terroristici. Venerdì scorso un attentato suicida del Daesh ha fatto strage tra i fedeli di una moschea sciita di Kunduz, nel nord-est del Paese, con almeno 80 morti e oltre 100 feriti.