Marmellata e confettura sono la stessa cosa? La risposta è “No”. Capire quali sono le differenze non solo aiuta a fugare il dubbio, ma anche a saperne di più quando è il momento di scegliere. O perché no, qualora si scelga di farle in casa.
Vale la pena sottolineare che gli elementi che le rendono diverse non sono soltanto concettuali, ma bensì regolate da direttive chiare e precise.
Conoscerle è importante, anche perché molto spesso si usano queste preparazioni in cucina. Lo si fa quando si prepara una colazione sana e la si spalma sulle fette biscottate o magari come ripieno per un dolce fatto in casa.
Qual è la vera differenza tra marmellata e confettura in poche parole?
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Prima di elencare le reali differenze tra marmellata e confettura, può essere opportuno partire dalle similitudini.
Quello che le contraddistingue è la base fatta di frutta e zucchero. Gli elementi di distinzione stanno nella specificità della composizione.
La marmellata è, infatti, a base di agrumi. Ad esempio mandarini, arance, limone, mandarino, cedro bergamotto.
La confettura è, invece, a base di frutta. Gli esempi classici sono fragole e ciliegie.
Quanta frutta c’è nella marmellata e nella confettura
Attenzione, inoltre, alla composizione in percentuale. Una marmellata deve avere una componente pari ad almeno 20% direttamente riferibile agli agrumi.
Questo significa che in un chilogrammo di marmellata devono esserci almeno 200 grammi di frutta.
Nel caso della confettura si sale addirittura ad almeno il 35%. In un chilogrammo di confettura ci sono, perciò, 350 grammi di frutta.
Si parla di confettura extra nel caso in cui si arrivi ad almeno il 45%. Qualora si arrivi al 65% si parla di composta.
Fa ingrassare?
La marmellata è uno di quegli alimenti che si presta a possibili malintesi di chi non ha una conoscenza anche sommaria del mondo dell’alimentazione. L’idea che sia a base di frutta potrebbe spingere qualcuno a credere che sia un alimento fin troppo “sano” e quindi da mangiare anche oltre certe quantità.
In realtà ha una base di zuccheri che non renderebbe consigliabile un consumo oltre le giuste soglie.
Come per ogni altro alimento, è sbagliato dire che la marmellata fa ingrassare o dimagrire. Quello che fa la differenza è quanta se ne mangia e in che tipo di condotta alimentare si incastra.
Si può mangiare la marmellata a dieta?
La marmellata (e il discorso vale anche per la confettura) si potrebbe, in teoria, inserire nella colazione di chi sta seguendo una dieta ipocalorica o normocalorica.
Magari in un menù settimanale che, per una colazione sana, preveda anche miele, pane, frutta fresca, cereali e yogurt. Tutti elementi in grado di dare importanti elementi all’organismo come fibre, minerali e vitamine. E ci sono vari modi per organizzare un primo pasto della giornata che sia sano. Quello che fa la differenza resta sempre l’equilibrio.
Il consiglio è sempre quello di porre questi dubbi sempre al proprio medico o ad un nutrizionista. Ogni persona ha caratteristiche e situazioni personali che sono una specialità può valutare.
Non è raro, dunque, che la marmellata o la confetture, dunque, vengano consigliate a chi segue una dieta per perdere peso o restare in forma. Tuttavia, non è ipotizzabile pensare di mangiarne in grande quantità. Anche se c’è differenza tra marmellata e confettura anche a livello calorico, il discorso di base relativo alle quantità non cambia.