Chi rinuncia al reddito di cittadinanza deve restituire i soldi e dopo quanto tempo lo può richiedere?

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La situazione Covid va mutando col tempo, e con essa anche la condizione reddituale delle famiglie. Quindi nel corso degli ultimi 2 anni i flussi in entrata delle famiglie hanno subito alti e bassi. E quasi sempre legati alla presenza o meno, e alla sua incidenza, del o dei lavori svolti dai suoi componenti. Gli ultimi due anni coincidono anche con l’ingresso del reddito di cittadinanza (RDC).

In questa sede ci chiediamo: ma chi rinuncia al reddito di cittadinanza deve restituire i soldi e dopo quanto tempo lo può richiedere?

Una misura di sostegno alla famiglia

Ricordiamo anzitutto che il RDC è una misura di sostegno pensata per la famiglia. La quale coincide con il single nel caso delle famiglie unipersonali. Infatti l’importo della ricarica è tarato anche in funzione della numerosità del nucleo familiare.

Ora quindi può succedere che con il trascorrere del tempo uno dei suoi membri trovi un’occupazione stabile e ritenuta interessante. Ad esempio potrebbe trattarsi di uno stipendio decisamente interessante.

In simili casi potrebbe essere netta la convenienza della rinuncia alla misura di sostegno ed abbracciare la nuova chance occupazionale. Ne andrebbe della propria realizzazione personale, dell’autostima e anche del miglioramento del tenore di vita.

Come rinunciare al reddito di cittadinanza

Se un percettore del RDC vuole procedere alla rinuncia della misura deve compilare il modulo SR183. Si tratta dello stesso modello da compilare in caso di rinuncia alla pensione di cittadinanza.

La decadenza dalla misura è ovviamente estesa a tutta la famiglia perché, lo ripetiamo, si tratta di un sostegno al “nucleo” e non al solo percettore. L’inoltro della domanda è immediatamente operativo. Quindi a stretto giro dall’invio non sarà più possibile spendere i soldi eventualmente ancora caricati sulla card.

Ma chi rinuncia al reddito di cittadinanza deve restituire i soldi e dopo quanto tempo lo può richiedere?

A questo punto cerchiamo di capire cosa succede da lì in poi.

In merito ai soldi ricevuti in passato, essi non si restituiscono. Invece quelli ancora non spesi e presenti sulla card andranno semplicemente “persi”. Nel senso che vengono congelati e non sono più spendibili.

Infine, è ovvio che non si riceveranno più altre rate ricaricate sulla card.

Dopo quanto tempo lo si può richiedere?

Ora potrebbe anche succedere che poco dopo tempo la situazione familiare ripiombi di nuovo in uno stato di emergenza. Si pensi al caso della perdita del nuovo lavoro a poche settimane dal suo inizio. È possibile richiedere il ripristino della misura?

La risposta è affermativa. L’importante è di nuovo rispettare tutti i requisiti previsti per legge per la sua concessione. In caso di dubbi e/o incertezze può essere opportuno consultare un CAF o la sede provinciale dell’INPS.

Abbiamo dunque risposto al quesito chi rinuncia al reddito di cittadinanza deve restituire i soldi e dopo quanto tempo lo può richiedere? Infine, nell’articolo di cui qui il link illustriamo chi, nel mese di marzo 2021, avrà diritto alla doppia ricarica del RDC.

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