Cataluña & Brexit: Quando la politica ci mette del suo…

ProiezionidiBorsa

In futuro, il siparietto tra l’italianissimo Conte e il portoghese Mou,  di ieri sera allo Stanford Bridget potrebbe essere vietato da un BREXIT DURO?

Sono giorni di attesa per le decisioni sul Brexit, ieri intanto importanti condanne per l’elite indipendentista catalana. Il Paese piu’ importante al mondo sono gli Stati “UNITI” d’America, mentre per l’ Europa, causa radici storiche, cultura del campanile, anche se nel 1957 proprio a Roma nacque la CEE , la chimera indipendentista e’ sempre un richiamo forte.

Parto dalla Cataluña, la Comunidad autonoma spagnola rilanciata alla grande dalle Olimpiadi degli anni 90, gli italiani amano la Spagna e Barcellona in particolare, calcio, affari, turismo, poker, CSC (club per fumare marihuana), Univerista’ per l’Erasmus, una citta’ per tutti i gusti veramente. Per questo la tratta aerea Fiumicino-Barcellona, con 1.314.062 viaggiatori, circa 3.600 al giorno e’ tra le piu’ gettonate negli aeroporti italiani.

Ieri invece prime condanne per il referendum  del 2014, promosso in barba ai divieti governativi e del massimo Tribunale spagnolo.  Condanna per l’ex presidente della Catalogna, il “secessionista” Artur Mas la pena è di due anni di interdizione dai pubblici uffici per disobbedienza alla Corte costituzionale spagnola. Sulle pagine giudiziarie di questi giorni anche i processi per le commissioni del 3-4% richieste nell’ultimo decennio dai dirigenti del partito indipendentista catalano. La politica quindi, dopo aver creato il fenomeno Cataluña, negli ultimi tempi ha preso decisioni che potrebbero andare NON a favore del territorio.

Una lezione che stanno sperimentando a Londra, il referendum per il Brexit venne lanciato senza troppe velleita’ di riuscita, il voto popolare invece ha cambiato lo scenario de adesso bisognera’ vedere l’impatto delle decisioni del Governo della Signora May.  Conosceremo in questi giorni le decisioni del Governo inglese sulle modalita’ di riduzione del numero delle persone che arrivano dal Continente nel Regno Unito.

Quindi fine della libera circolazione delle persone?

Non sarà più possibile semplicemente trasferirsi e darsi da fare per trovare un’occupazione.  Londra dovrebbe imporre delle quote all’immigrazione e decidere in quali settori c’è bisogno di assumere dall’estero e in quali no. Cambiamenti anche per gli studenti, soprattutto sul piano dei costi. Se finora i comunitari pagavano la stessa retta dei britannici (circa 11 mila euro l’anno), in futuro potrebbero essere equiparati agli extraeuropei, che versano tasse nettamente più alte per questo le domande verso le Universita’ inglesi sono gia’ calate di un 7%.

E poi in caso di un BREXIT durissimo potremmo perderci in futuro il siparietto di ieri sera tra l’italianissimo Conte, allenatore del Chelsea e lo Special One portoghese Manager dello United.

Lo sport come metafora della vita e delle cattive decisioni politiche?

Alla prossima

Dott. Riccardo Barbuti